Una nuova proposta UE prende di mira i giochi online
La Commissione europea si starebbe preparando a presentare un EU Kids Act, una legislazione che potrebbe imporre ai giochi online di introdurre sistemi di verifica dell'età più rigorosi. Secondo quanto riportato da Rock Paper Shotgun, la proposta introdurrebbe anche nuove regole sul funzionamento degli account per gli utenti sotto i 15 anni, segnando una delle spinte normative più significative finora intraprese sul modo in cui i bambini interagiscono con le piattaforme digitali.
Non si tratta di un caso isolato. Versioni precedenti della legislazione, trapelate in bozze di cui abbiamo parlato nel nostro articolo sul divieto proposto dall'EU Kids Act per i social media under 15, suggerivano che Bruxelles stesse già valutando di limitare l'accesso ai social media, alle piattaforme di condivisione video e ai chatbot AI per gli utenti più giovani. L'inclusione dei giochi online in questo ultimo resoconto suggerisce che la portata dell'atto sia più ampia di quanto inizialmente compreso, e che le piattaforme di gioco potrebbero presto trovarsi soggette agli stessi obblighi di conformità dei social network.
Cosa potrebbe significare concretamente la verifica dell'età per i giochi
Per i giocatori, l'effetto pratico di un EU Kids Act sarebbe probabilmente l'introduzione di nuovi punti di controllo prima di accedere a determinati giochi o funzionalità dell'account. I sistemi di verifica dell'età possono assumere diverse forme, che vanno dalla semplice autodichiarazione (che i regolatori considerano sempre più inadeguata) a metodi più invasivi come il caricamento di documenti, la stima dell'età tramite riconoscimento facciale o controlli di identità di terze parti.
La sfida per gli editori di giochi, e per i regolatori che redigono queste norme, è trovare un metodo sufficientemente accurato da soddisfare la legge senza richiedere a ogni giocatore, adulti inclusi, di fornire dati personali sensibili solo per accedere e giocare. Questa tensione è al centro di quasi ogni dibattito sulla verifica dell'età in corso in diverse giurisdizioni: l'obiettivo di proteggere i bambini online spesso si scontra con il principio più ampio secondo cui gli adulti non dovrebbero dover sacrificare la propria privacy per dimostrare di essere abbastanza grandi per utilizzare un servizio.
I compromessi sulla privacy di cui nessuno parla abbastanza
La verifica dell'età sembra semplice in linea di principio, ma i meccanismi sollevano reali questioni di privacy. Se ai giochi online fosse richiesto di verificare l'età di ogni titolare di account, ciò significherebbe raccogliere e conservare qualche forma di informazione identificativa, che si tratti di un documento d'identità governativo, di una carta di credito o di dati biometrici utilizzati per la stima dell'età tramite riconoscimento facciale. Ognuno di questi metodi crea un nuovo bacino di dati sensibili che prima non doveva esistere, e ognuno comporta il proprio rischio di uso improprio, violazione o espansione dello scopo oltre l'obiettivo originale.
C'è anche la questione di chi finisce per effettuare la verifica. Molte piattaforme esternalizzano i controlli dell'età a fornitori di verifica di terze parti, il che significa che i dati dei giocatori potrebbero passare attraverso ulteriori aziende prima che un gioco confermi l'età di qualcuno. Per una legge volta a proteggere i bambini, questo solleva una preoccupazione legittima: stiamo creando nuovi archivi di dati personali su minori e adulti allo stesso modo in nome della sicurezza dei bambini, senza tenere pienamente conto di come questi dati saranno protetti?
Le nuove regole sugli account per gli under 15 aggiungono un ulteriore livello. Se gli utenti più giovani fossero indirizzati verso tipi di account limitati o supervisionati, seguiranno domande su quanti dati raccolgono questi account, chi vi ha accesso (i genitori, gli operatori della piattaforma o entrambi) e per quanto tempo tali informazioni vengono conservate una volta che un bambino supera la fascia di età soggetta a restrizioni.
Cosa significa questo per te
Se sei un genitore, un giocatore o semplicemente qualcuno che gioca online, l'EU Kids Act vale la pena di essere seguito attentamente, anche se non risiedi nell'UE. Regolamentazioni di questa portata tendono a influenzare le politiche ben oltre i loro confini originali, poiché le piattaforme globali spesso scelgono di applicare lo standard più rigoroso ovunque piuttosto che costruire sistemi separati per regioni diverse.
Se hai figli che giocano online, aspettati che i processi di configurazione degli account cambino nei prossimi mesi e anni, in particolare per quanto riguarda la verifica dell'età e la possibile associazione degli account alla supervisione genitoriale. Se sei un giocatore adulto, vale la pena prestare attenzione al tipo di metodo di verifica che ciascuna piattaforma sceglie di utilizzare. Non tutte le verifiche dell'età sono uguali: alcuni metodi rispettano la privacy molto più di altri, e comprendere quali dati un gioco richiede, e perché, è una cosa ragionevole da aspettarsi come consumatore.
Punti chiave
L'EU Kids Act è ancora una proposta, non una legge definitiva, quindi i dettagli probabilmente cambieranno prima che qualcosa entri in vigore. Tuttavia, la direzione è chiara: la verifica dell'età sta arrivando in sempre più angoli di internet, incluso il gaming. Mentre questa legislazione si sviluppa, tieni d'occhio come vengono effettivamente implementati i controlli dell'età, non solo se esistono. Il metodo conta quanto il mandato. Cerca piattaforme che spiegano chiaramente il loro processo di verifica, evitano la conservazione non necessaria dei dati e offrono agli utenti, specialmente ai genitori, una reale visibilità su quali informazioni vengono raccolte e perché. Restare informati ora renderà più facile fare scelte intelligenti una volta che queste regole inizieranno a essere introdotte.




