La proposta russa di divieto all'hosting prende di mira le infrastrutture VPN
Le autorità russe stanno promuovendo una nuova legislazione che vieterebbe ai provider di hosting di affittare capacità di calcolo a servizi VPN e ad altre piattaforme che aiutano gli utenti ad accedere a contenuti bloccati. La proposta, riportata dal quotidiano economico russo Kommersant, rappresenta una significativa escalation nei continui sforzi del paese per controllare ciò che i propri cittadini possono vedere e fare online.
Se approvati, gli emendamenti cambierebbero radicalmente lo status giuridico dei provider di hosting operanti in Russia. Invece di fungere da intermediari tecnici neutrali, verrebbero riclassificati come "controllori" con obblighi legali attivi di impedire che la propria infrastruttura venga utilizzata per aggirare la censura statale. In termini pratici, ciò significa che una società di hosting che consapevolmente affitta spazio server a un provider VPN potrebbe incorrere in conseguenze legali ai sensi della legge russa.
Questa mossa fa parte di un più ampio schema di restrizioni a Internet che si stanno accelerando in vista del 2026, mentre le autorità di regolamentazione russe stringono la presa sugli strumenti e sui servizi che consentono agli utenti comuni di raggiungere il web aperto.
Cosa significa davvero il passaggio da "intermediario" a "controllore"
La distinzione giuridica qui proposta è più rilevante di quanto possa sembrare inizialmente. Nell'ambito dei quadri normativi esistenti in molti paesi, i provider di hosting godono di protezioni dalla responsabilità simili a quelle che le compagnie telefoniche hanno storicamente ricevuto: trasportano traffico e affittano infrastrutture senza essere ritenuti responsabili dell'uso che ne fanno i clienti.
Eliminare tale status di intermediario metterebbe le società di hosting in una posizione impossibile. Per evitare responsabilità legali, dovrebbero verificare attivamente i propri clienti, rescindere i contratti con gli operatori VPN e diventare, in sostanza, esecutori della lista di blocco di Internet della Russia. I provider più piccoli con risorse di conformità limitate uscirebbero probabilmente dal mercato o eviterebbero del tutto i clienti legati alle VPN, anche in presenza di ambiguità giuridica. L'effetto dissuasivo sul settore dell'hosting russo potrebbe essere considerevole.
Per i servizi VPN che attualmente gestiscono infrastrutture all'interno della Russia o che si affidano a server basati sul territorio russo, ciò comporterebbe una resa dei conti: migrare i server fuori dalla giurisdizione russa o rischiare la cancellazione dei contratti di hosting sotto pressione governativa.
Una più ampia repressione dell'accesso a Internet nel 2026
La Russia restringe i servizi VPN da anni, richiedendo ai provider di connettersi a un registro statale e bloccare i contenuti presenti nelle liste governative. L'applicazione di quelle precedenti norme è stata discontinua e molti servizi hanno continuato a operare aggirando i requisiti. Questa nuova proposta suggerisce che le autorità stiano ora prendendo di mira direttamente il livello infrastrutturale, piuttosto che cercare di ottenere la conformità dai provider VPN stessi.
Prendendo di mira le società di hosting, che dispongono di asset fisici ed entità giuridiche all'interno della Russia, i regolatori acquisiscono una leva che non hanno mai avuto sugli operatori VPN offshore. Una società VPN con sede all'estero può ignorare una richiesta normativa russa. Un data center con sede a Mosca, con server, dipendenti e licenze commerciali, non può farlo.
Questo approccio rispecchia le tattiche utilizzate in altri ambienti Internet fortemente regolamentati, dove le autorità hanno scoperto che fare pressione sui provider di infrastrutture nazionali è più efficace che tentare di bloccare i servizi ai margini della rete.
Cosa significa per te
Se sei basato in Russia o vi viaggi frequentemente, questo sviluppo merita di essere seguito da vicino. L'impatto pratico sulla disponibilità delle VPN in Russia dipenderà dalla rapidità con cui la legislazione avanza, dal rigore con cui viene applicata e dal fatto che i principali provider di hosting si adeguino o resistano.
Per gli utenti al di fuori della Russia, questo è un utile promemoria del fatto che l'accesso agli strumenti per la privacy non è garantito ovunque e che le infrastrutture che supportano tali strumenti possono diventare un obiettivo normativo. Scegliere un servizio VPN che gestisce la propria infrastruttura o utilizza provider in giurisdizioni con solide protezioni dello stato di diritto riduce l'esposizione a questo tipo di pressione governativa.
Più in generale, questa proposta illustra come la censura di Internet si evolva nel tempo. Le restrizioni nelle fasi iniziali si concentrano spesso sul blocco dei siti web. I regimi di censura maturi alla fine si muovono per controllare l'infrastruttura sottostante, rendendo progressivamente più difficile il funzionamento delle soluzioni tecniche alternative.
Raccomandazioni pratiche
- Se usi una VPN in Russia, monitora le notizie su questa legislazione e prepara un piano alternativo nel caso in cui il tuo servizio attuale perda capacità di hosting all'interno del paese.
- Verifica dove il tuo provider VPN ospita i propri server. I servizi che si affidano pesantemente a infrastrutture in giurisdizioni restrittive comportano un maggiore rischio normativo.
- Informati sullo status giuridico dell'uso delle VPN in ogni paese che visiti. Le norme variano significativamente e stanno cambiando in diversi luoghi contemporaneamente.
- Diversifica i tuoi strumenti. Gli utenti in ambienti ad alta censura traggono vantaggio dal conoscere più metodi per accedere al web aperto, poiché qualsiasi singolo strumento può essere compromesso.
Il proposto divieto all'hosting in Russia non è ancora legge, ma la direzione di marcia è chiara. I governi che vogliono limitare l'accesso a Internet si stanno concentrando sempre più sul livello infrastrutturale, e questo cambiamento ha conseguenze reali per i milioni di persone che si affidano agli strumenti per la privacy per accedere liberamente alle informazioni.




