La Russia intensifica la repressione delle VPN con ordini di rimozione di massa

Il regolatore dei media russo, Roskomnadzor, ha emesso ordini di rimozione per 233 app VPN presenti sul Google Play Store nel solo mese di marzo 2026. La portata di questa offensiva concentrata in un singolo mese segnala una significativa escalation nel continuo tentativo del governo russo di eliminare gli strumenti che consentono ai cittadini di aggirare le restrizioni a internet imposte dallo Stato.

Google ha in gran parte resistito a queste richieste finora, rifiutandosi di rimuovere la maggior parte delle applicazioni segnalate. Ma la pressione è in aumento. Le autorità russe hanno risposto emettendo multe nei confronti dell'azienda e promuovendo attivamente alternative controllate dallo Stato, progettate per mantenere gli utenti all'interno di una versione di internet monitorata e approvata dal governo.

La situazione rappresenta una delle campagne governative più aggressive contro le app VPN che si ricordino di recente, e solleva seri interrogativi sulla disponibilità a lungo termine degli strumenti per la privacy per milioni di utenti internet all'interno della Russia.

Cosa sta davvero cercando di ottenere Roskomnadzor

Roskomnadzor, il Servizio Federale per la Supervisione delle Comunicazioni, della Tecnologia dell'Informazione e dei Mass Media, sta espandendo sistematicamente la propria autorità sull'infrastruttura internet russa da anni. L'agenzia opera all'interno di un quadro giuridico che le conferisce ampi poteri per esigere la rimozione di contenuti e servizi ritenuti in violazione della legge russa.

Le app VPN sono un bersaglio particolare perché consentono agli utenti di instradare il proprio traffico internet attraverso server situati al di fuori della Russia, aggirando di fatto i blocchi su siti web, piattaforme di social media e fonti di informazione che il governo ha limitato. Per giornalisti, attivisti e cittadini comuni che desiderano accedere a informazioni non censurate, questi strumenti sono diventati essenziali.

Facendo pressione su Google affinché rimuova le app VPN dal suo Play Store, Roskomnadzor tenta di tagliare l'accesso a livello di distribuzione, piuttosto che limitarsi a bloccare i singoli servizi. Se le app non possono essere scaricate attraverso il marketplace Android più diffuso, l'ostacolo pratico al loro utilizzo aumenta considerevolmente per gli utenti medi.

La promozione di alternative controllate dallo Stato è l'altro lato di questa strategia. Anziché lasciare un vuoto, le autorità russe vogliono colmarlo con strumenti che instradino il traffico attraverso infrastrutture che il governo può monitorare e controllare. I critici hanno descritto questa visione di internet come un "ghetto digitale", uno spazio delimitato da mura che simula la connettività negando al contempo una genuina libertà di accesso.

La resistenza di Google e i suoi limiti

La decisione di Google di opporsi alla maggior parte delle richieste di rimozione è degna di nota. Gli operatori degli app store occupano una posizione potente ma complicata in queste dispute. Conformarsi agli ordini di rimozione governativi protegge la capacità di un'azienda di operare in un determinato mercato. Rifiutarsi rischia di comportare multe, restrizioni o addirittura il blocco completo.

Finora Google ha scelto la resistenza rispetto alla conformità nella maggior parte dei casi. Ma questo atteggiamento non è destinato a mantenersi indefinitamente. Le multe si accumulano e la pressione normativa può intensificarsi al punto da rendere commercialmente insostenibile il proseguimento della non conformità. Altre grandi piattaforme hanno affrontato dilemmi simili in Russia e altrove, con esiti che sono variati a seconda dell'azienda e delle specifiche richieste coinvolte.

Per gli utenti all'interno della Russia, l'incertezza stessa rappresenta un problema. Anche se la loro app VPN preferita è ancora disponibile oggi, non vi è alcuna garanzia che lo sia ancora domani. Ciò ha spinto molti utenti verso il sideloading di app da fonti esterne ai negozi ufficiali, un metodo che funziona ma che introduce rischi di sicurezza propri qualora la fonte non sia affidabile.

Cosa significa questo per voi

Se vi trovate in Russia o in un altro paese con significative restrizioni a internet, gli ordini di rimozione di marzo 2026 sono un segnale chiaro che l'accesso agli strumenti VPN non può essere dato per scontato. La finestra per scaricare e configurare software per la privacy potrebbe restringersi ulteriormente con l'aumento della pressione normativa.

Per gli utenti al di fuori delle regioni soggette a restrizioni, questa situazione è un promemoria di quanto rapidamente l'accesso digitale possa essere ridotto quando i governi trattano il controllo dell'informazione come una priorità politica. L'infrastruttura tecnica di internet aperto è più fragile di quanto possa sembrare da una posizione di relativa libertà.

Esistono misure pratiche che vale la pena prendere in considerazione, indipendentemente dal luogo in cui ci si trova:

  • Scaricate e configurate gli strumenti per la privacy prima di averne urgente bisogno. L'accesso è più semplice quando non è ancora limitato.
  • Mantenete il software aggiornato. I provider VPN aggiornano frequentemente le proprie app per aggirare le nuove tecniche di blocco.
  • Imparate a fare il sideloading delle app se il vostro app store principale dovesse diventare una fonte inaffidabile per il software per la privacy, ma scaricate le app solo da fonti che potete verificare.
  • Seguite le notizie affidabili sulla libertà di internet nella vostra regione, in modo da non essere colti di sorpresa da nuove restrizioni.

Il quadro generale è importante tanto quanto i numeri specifici. Quando un governo emette centinaia di ordini di rimozione in un solo mese, non sta sperimentando: sta eseguendo una strategia. Comprendere quella strategia è il primo passo per affrontarla efficacemente.