Il riconoscimento facciale arriva nella metropolitana

La British Transport Police (BTP) ha esteso l'uso della tecnologia di riconoscimento facciale dal vivo (LFR) oltre le stazioni ferroviarie principali, portandolo per la prima volta nella metropolitana di Londra con un intervento questa settimana alla stazione Victoria. L'introduzione fa seguito a una precedente sperimentazione alla stazione ferroviaria di London Bridge a febbraio, segnando un'escalation costante nel modo in cui la tecnologia di sorveglianza viene testata nella rete di trasporto londinese.

Il sistema funziona scansionando i volti catturati dai flussi video in diretta e confrontandoli in tempo reale con una lista di sorveglianza prestabilita, in genere composta da persone ricercate per reati gravi. La BTP ha dichiarato di basarsi attualmente sull'algoritmo NeoFace M40 di NEC per effettuare questi confronti. Quando il software segnala una possibile corrispondenza, un agente esamina il riscontro prima di intraprendere qualsiasi azione, almeno secondo quanto la forza di polizia ha descritto pubblicamente del proprio processo.

Come è cresciuta la sperimentazione

Quello che era iniziato come un singolo test a London Bridge si è ampliato silenziosamente. Secondo i registri pubblicati dalla forza di polizia, le telecamere LFR sono state da allora utilizzate in altre 17 stazioni ferroviarie principali di Londra, analizzando circa 537.000 volti con quello che la BTP descrive come un solo falso positivo registrato. Questi numeri, tratti dai resoconti della stessa forza di polizia, suggeriscono che la tecnologia ha ampiamente superato la fase di progetto pilota occasionale e sta diventando una caratteristica ricorrente dell'attività di polizia sulla rete ferroviaria. L'intervento alla stazione Victoria estende per la prima volta quella presenza nella metropolitana, un sistema utilizzato ogni giorno da milioni di pendolari e, a differenza della rete ferroviaria principale, in gran parte chiuso e più difficile da evitare se devi raggiungere una zona del centro di Londra.

La BTP e la Metropolitan Police, che ha condotto proprie operazioni di LFR in altre zone della città, presentano entrambe la tecnologia come uno strumento finalizzato a catturare persone ricercate per reati ad alto impatto. Questa cornice è importante per la percezione pubblica della sperimentazione, ma non cambia la realtà di fondo: le telecamere scansionano i volti di chiunque attraversi un'area coperta, non solo delle persone presenti in una lista di sorveglianza.

Implicazioni per la privacy da considerare

L'estensione alla metropolitana solleva interrogativi che vanno oltre l'obiettivo immediato di catturare i ricercati. Ogni pendolare che passa davanti a una telecamera LFR a Victoria vede i propri dati biometrici elaborati, anche se non risulta mai una corrispondenza. La tecnologia non esegue una scansione selettiva; cattura e analizza i volti in modo indiscriminato, poi elimina i dati di chi non corrisponde, secondo come questi sistemi vengono tipicamente descritti dalle forze di polizia. Se quei dati vengano cancellati immediatamente, conservati per poco tempo o gestiti con una supervisione significativa è una domanda che merita un controllo pubblico più approfondito di quanto un breve articolo possa offrire.

Questo fa parte di un modello più ampio di sorveglianza biometrica che si estende alle infrastrutture quotidiane, spesso con un dibattito pubblico limitato prima dell'entrata in funzione. Le preoccupazioni su quanto ampiamente arrivino gli strumenti di sorveglianza e su chi abbia infine accesso ai dati che generano non sono esclusive della rete di trasporto londinese. L'inchiesta dell'AP vincitrice del Pulitzer sulla sorveglianza globale ha evidenziato quanto questi sistemi possano diventare estesi e opachi una volta passati dai programmi pilota alle infrastrutture permanenti. La sperimentazione alla stazione Victoria è un esempio su scala ridotta della stessa dinamica: una tecnologia introdotta per uno scopo limitato che può espandersi silenziosamente se non viene tenuta sotto controllo.

Cosa significa per te

Se passi regolarmente dalla stazione Victoria o da altri nodi di trasporto londinesi dove la LFR è stata sperimentata, il tuo volto potrebbe essere già stato scansionato e confrontato con una lista di sorveglianza senza alcun avviso specifico oltre alla segnaletica davanti alla quale molte persone passano senza leggere. Per la maggior parte dei pendolari non succede nulla: nessuna corrispondenza, nessuna interazione, nessun dato conservato oltre la scansione momentanea. Ma l'espansione della sperimentazione da una singola stazione ferroviaria principale a 18 località e ora alla metropolitana mostra quanto rapidamente un progetto pilota limitato possa trasformarsi in pratica standard.

La questione chiave per il pubblico non è necessariamente se la LFR catturi i ricercati, ma se il pubblico abbia una visibilità reale su come viene impiegata la tecnologia, per quanto tempo i dati vengono conservati e come viene applicata la supervisione man mano che il programma cresce. La trasparenza della BTP sui propri registri è un passo positivo, ma la trasparenza a posteriori è diversa dal consenso o dal dibattito prima dell'entrata in funzione.

Punti chiave

  • Il riconoscimento facciale dal vivo è passato dalle stazioni ferroviarie principali alla metropolitana di Londra, a partire dalla stazione Victoria.
  • Gli stessi registri pubblicati dalla BTP mostrano che la tecnologia ha già scansionato centinaia di migliaia di volti nelle stazioni di Londra.
  • I pendolari che transitano nelle stazioni interessate vengono scansionati indipendentemente dal fatto che siano o meno in una lista di sorveglianza.
  • Tenersi informati su dove e come si espandono queste sperimentazioni è uno dei pochi strumenti attualmente a disposizione del pubblico, quindi controlla le comunicazioni ufficiali di BTP e Met Police se la questione ti preoccupa.
  • Valuta di porre domande ai rappresentanti locali o alle autorità di trasporto se desideri regole più chiare sulla conservazione dei dati e sulla supervisione prima che il riconoscimento facciale diventi un'infrastruttura permanente nella metropolitana.