Dieci anni di #KeepItOn: cosa ha ottenuto la campagna

Nel 2026, la coalizione #KeepItOn di Access Now raggiunge un traguardo che poche campagne per i diritti digitali riescono a toccare: un intero decennio di attività ininterrotta. Fondata nel 2016, la coalizione è nata con un obiettivo ingannevolmente semplice, racchiuso nel suo stesso nome: mantenere Internet acceso. Dieci anni dopo, quella missione è cresciuta fino a diventare una rete globale di organizzazioni che documentano, contrastano e si oppongono ai blocchi di Internet ordinati dai governi, ovunque essi avvengano.

L'anniversario viene celebrato come un momento di festa e al tempo stesso di sobria riflessione. Nel presentare questo traguardo, Access Now insiste molto sull'espressione "il cammino ancora da percorrere", a ricordare che un decennio di advocacy non ha eliminato la pratica che la campagna stessa è nata per combattere. I blocchi di Internet, siano essi oscuramenti totali o rallentamenti più mirati di piattaforme specifiche, restano uno strumento a cui i governi ricorrono durante elezioni, proteste, esami e periodi di disordini civili. Il lavoro centrale della coalizione #KeepItOn — monitorare questi episodi e applicare pressione diplomatica e pubblica — non è diventato obsoleto. Anzi, la necessità di questo lavoro si è intensificata, man mano che sempre più governi adottano i blocchi come risposta predefinita alle frizioni politiche.

Come si sono evoluti i blocchi governativi dal 2016

Quando la campagna #KeepItOn è stata lanciata, i blocchi di Internet erano spesso strumenti spuntati: un paese veniva oscurato per giorni interi e la risposta internazionale arrivava solo a fatto compiuto. A distanza di un decennio, il quadro è più complesso. I blocchi sono diventati più mirati, più frequenti e, in alcuni casi, più difficili da rilevare in tempo reale, perché i governi hanno imparato a rallentare app o regioni specifiche anziché disconnettere intere reti nazionali.

Questa evoluzione è importante perché cambia ciò che "combattere un blocco" significa nella pratica. Il monitoraggio della coalizione descritto in il 2025 è stato l'anno peggiore per la libertà di Internet mostra che la linea di tendenza non è migliorata. Secondo quel rapporto, la coalizione #KeepItOn ha documentato un peggioramento delle condizioni della libertà di Internet fino a toccare minimi storici, sottolineando come un decennio di advocacy abbia coinciso con un aumento, e non una diminuzione, della frequenza delle interruzioni. I governi sono anche diventati più sofisticati nello scegliere il momento dei blocchi in prossimità di momenti politici sensibili, in particolare le elezioni, quando la posta in gioco per l'accesso all'informazione è più alta e l'attenzione internazionale ha maggiori probabilità di concentrarsi.

Un chiaro esempio di questo schema in azione è la risposta della coalizione descritta in la coalizione KeepItOn fa pressione sullo Zambia per l'accesso a Internet durante le elezioni, dove più di 370 organizzazioni in 106 paesi hanno presentato un appello congiunto al presidente dello Zambia alla vigilia di un'elezione, chiedendo che la connettività venisse mantenuta. Questo tipo di campagna di pressione coordinata e transfrontaliera è esattamente il modello che #KeepItOn ha perfezionato in dieci anni: documentazione rapida, ampia costruzione di coalizioni e appelli diretti ai decisori prima che un blocco possa concretizzarsi.

Perché la domanda di VPN aumenta durante i blackout, e dove le VPN non bastano

Per gli utenti comuni coinvolti in un blocco, le VPN sono spesso la prima linea di difesa a cui si ricorre, e i picchi di download delle app VPN sono un segnale pressoché universale che un paese sta vivendo restrizioni di accesso. Le VPN possono essere realmente efficaci contro certi tipi di restrizioni, in particolare quando vengono bloccati siti web o app specifici mentre l'accesso generale a Internet rimane disponibile. Instradare il traffico attraverso un server VPN al di fuori della rete soggetta a restrizioni può ripristinare l'accesso alle piattaforme bloccate in questi scenari.

Ma le VPN hanno limiti reali, ed è importante che i lettori li comprendano, anziché considerare una VPN come una soluzione universale. Quando un governo disattiva completamente i dati mobili o Internet su rete fissa, a livello di infrastruttura e non di applicazione, nessuna VPN può ripristinare una connessione che semplicemente non esiste. Le VPN sono inoltre inutili se un governo blocca il traffico VPN stesso, cosa che gestori di rete sempre più sofisticati hanno imparato a rilevare e rallentare. E nelle crisi politiche in rapida evoluzione, installare un'app VPN dopo che un blocco è già iniziato è molto meno utile che averla già installata e configurata in anticipo.

È proprio per questo che organizzazioni come #KeepItOn hanno dedicato un decennio a costruire infrastrutture di advocacy anziché affidarsi esclusivamente a soluzioni individuali. Le VPN restano uno strumento utile per utenti a rischio, giornalisti, attivisti e cittadini comuni che devono affrontare la censura mirata, ma funzionano al meglio come un livello della preparazione, piuttosto che come una soluzione completa a un blackout totale della rete.

Come si presenta il prossimo decennio di resistenza ai blocchi

La stessa presentazione dell'anniversario dei blocchi di Internet di KeepItOn da parte di Access Now chiarisce che la coalizione considera questo come un lavoro incompiuto. Il prossimo decennio comporterà probabilmente un monitoraggio continuo, una maggiore costruzione di coalizioni attorno a momenti critici specifici come le elezioni e una pressione costante su governi e autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni affinché trattino la connettività come un diritto, e non come un interruttore da spegnere nei momenti di scomodità politica.

Cosa significa questo per te

Se vivi o viaggi in una regione con una storia di blocchi legati a elezioni o proteste, vale la pena installare e testare una VPN prima di averne bisogno, non durante una crisi. È importante capire che una VPN aiuta soprattutto contro i blocchi selettivi, non contro le interruzioni totali della rete, e che avere piani di riserva offline, come sapere come raggiungere familiari o colleghi senza accesso a Internet, conta tanto quanto qualsiasi app.

Punti chiave

Un decennio di advocacy di #KeepItOn ha documentato i blocchi di Internet anziché porvi fine, e la pratica rimane comune in occasione di elezioni e periodi di disordini. I lettori nelle regioni a rischio dovrebbero preparare in anticipo l'accesso a una VPN anziché aspettare un blackout, comprendere i limiti tecnici delle VPN contro i blocchi totali della rete e seguire gli sforzi della coalizione, comprese le campagne di pressione attorno a eventi come le elezioni in Zambia, per capire come queste interruzioni si sviluppano e vengono contrastate in tempo reale.