Un nuovo rapporto riporta le VPN sotto i riflettori

Il governo del Regno Unito ha pubblicato una nuova ricerca che mostra come una quota significativa di bambini utilizzi le VPN per aggirare i controlli di verifica dell'età introdotti dall'Online Safety Act. Secondo i risultati, un bambino su quattro ha usato una VPN, e il Department for Science, Innovation and Technology (DSIT) ha pubblicato un rapporto indipendente intitolato 'Children's circumvention behaviours online' che esamina esattamente come i giovani eludano le protezioni pensate per tenerli lontani dai contenuti per adulti.

Gli obblighi di tutela dei minori previsti dall'Online Safety Act sono entrati in vigore a luglio 2025, imponendo alle piattaforme che ospitano materiale per adulti o comunque soggetto a restrizioni di adottare quella che la legge definisce "garanzia dell'età altamente efficace". In pratica, ciò ha portato a una serie di nuovi strumenti di verifica dell'età — dalla stima facciale dell'età ai controlli dei documenti d'identità — introdotti su siti che in precedenza si affidavano a una semplice casella di spunta. La stessa ricerca governativa suggerisce ora che una parte considerevole di bambini aggira del tutto questi controlli utilizzando una VPN per mascherare la propria posizione o far credere di navigare dall'esterno del Regno Unito.

Perché si ipotizza un divieto delle VPN come "prossimo passo"

I risultati del rapporto hanno riacceso il dibattito a Westminster sulla possibilità che limitare l'accesso alle VPN per i minori, o addirittura per tutti, debba rappresentare la prossima mossa normativa. La logica, sulla carta, è semplice: se la verifica dell'età può essere aggirata semplicemente connettendosi a una VPN e risultando situati altrove, l'intera impalcatura costruita attorno all'Online Safety Act rischia di essere vanificata al momento dell'uso.

Non si tratta di un dilemma esclusivamente britannico. In diversi Stati americani i legislatori hanno avanzato idee analoghe, con proposte di legge in Stati come Wisconsin e Michigan mirate a limitare l'uso delle VPN proprio per chiudere la stessa falla legata ai contenuti sessuali e ai materiali con restrizioni d'età. Il parallelo è significativo perché dimostra che non si tratta di un riflesso politico isolato, ma di uno schema più ampio in cui le autorità di regolamentazione, dopo aver costruito sistemi di verifica dell'età, si trovano oggi a fare i conti con la realtà che una VPN può rendere sostanzialmente inutili i controlli basati sulla posizione geografica.

La difficoltà per qualsiasi governo che consideri questa strada è che le VPN non sono strumenti di nicchia. Sono ampiamente utilizzate da milioni di persone, inclusi adulti e aziende, per ragioni del tutto legittime: proteggere i dati sulle reti Wi-Fi pubbliche, accedere da remoto alle reti aziendali o semplicemente mantenere privata la propria attività di navigazione da pubblicitari e fornitori di servizi internet. Una restrizione generalizzata, o anche mirata ai minori, solleva immediatamente interrogativi sull'applicabilità, poiché verificare l'età di un utente prima di consentirgli di installare o usare una VPN richiederebbe a sua volta una qualche forma di controllo dell'età, creando un problema circolare.

Il compromesso sulla privacy che nessuno affronta davvero

Ciò che tende a perdersi in questi dibattiti è la dimensione della privacy. Le VPN esistono, in larga misura, perché le persone desiderano uno strato di protezione contro il tracciamento, la profilazione o l'identificazione geografica online. I sistemi di verifica dell'età, al contrario, richiedono spesso la condivisione di dati personali sensibili, che si tratti di un documento d'identità con foto, di una carta di credito o di dati biometrici per la stima facciale dell'età. Per molti adulti, una VPN è proprio lo strumento che userebbero per evitare di dover fornire quel tipo di dati a una piattaforma, in primo luogo.

Se il prossimo passo del governo comportasse effettivamente la limitazione dell'accesso alle VPN, bisognerebbe fare i conti con il fatto che la stessa tecnologia che consente a un ristretto numero di bambini di aggirare i controlli dell'età sta anche proteggendo la privacy di una popolazione molto più ampia di utenti adulti legittimi. Qualsiasi restrizione sufficientemente ampia da risultare efficace contro adolescenti determinati finirebbe probabilmente per colpire anche le persone che usano le VPN per motivi di privacy e sicurezza del tutto scollegati.

Cosa significa per te

Se sei un genitore, questo rapporto ricorda che gli strumenti di verifica dell'età non sono una soluzione completa da soli. I controlli tecnici possono essere aggirati e le conversazioni su ciò a cui i tuoi figli accedono online restano importanti quanto qualsiasi salvaguardia basata su software. Se sei un utente adulto di VPN, vale la pena prestare attenzione a come evolverà questo dibattito. Le proposte inquadrate nell'ambito della sicurezza dei minori possono a volte estendersi in restrizioni più ampie che riguardano tutti, quindi è ragionevole seguire la discussione politica anche se il target immediato dovrebbero essere i minori.

Punti chiave

  • Un nuovo rapporto del DSIT ha rilevato che circa un bambino su quattro nel Regno Unito ha usato una VPN, in alcuni casi per aggirare i controlli di verifica dell'età previsti dall'Online Safety Act.
  • I risultati hanno riaperto la discussione sull'opportunità che limitare l'accesso alle VPN sia il prossimo passo normativo del governo.
  • Proposte simili di restrizione delle VPN legate alla verifica dell'età sono emerse in alcune parti degli Stati Uniti, suggerendo che si tratta di una tendenza normativa più ampia piuttosto che di un'idea politica isolata del Regno Unito.
  • Qualsiasi mossa verso la limitazione delle VPN solleva interrogativi reali sull'applicabilità e sui compromessi in termini di privacy per la popolazione molto più ampia di adulti che si affida alle VPN per ragioni legittime.
  • Sia i genitori che gli utenti attenti alla privacy dovrebbero tenere d'occhio l'evoluzione di questo dibattito politico, poiché l'esito potrebbe influenzare l'accesso alle VPN ben oltre l'iniziale preoccupazione per la sicurezza dei minori.